about-us

Le nuove frontiere del tessuto

La Belumbury Fashion Group, che ha esordito recentemente con il brand Au197Sm, ha come obiettivo, fra gli altri, quello di inserire l’utilizzo di nuove tecnologie nella moda. Con il brevetto internazionale dell’unico isotipo stabile dell’oro, ha creato un nuovo tessuto, riuscendo a fondere l’oro a 24 carati con la stoffa. Ne è nato qualcosa di veramente nuovo prezioso, ma nello stesso tempo tecnologico e quindi estremamente duttile, adatto ad interpretare stili diversi e declinabile anche con altri metalli preziosi, come il platino, oltre all’oro rosa e bianco.

Un incontro con le fibre pregiate, testato e verificato, che si apre ad un’infinita possibilità di colori, dalle monocromie al ton sur ton, dalle stampe agli jaquard e ad una altrettanto infinita interpretazione di stili, dall’haute couture allo street style.

Una sorta di rivoluzione dorata che non si è spenta nello spazio di una stagione, ma che ora è disponibile sul mercato, con tutto il suo incredibile potenziale creativo.

Belumbury Fashion Group S.r.l.

Belumbury Fashion Group S.r.l. è una società, fondata nel 2016, di cui è presidente e fondatore Stefano Maccagnani, che fa capo alla holding E.O.S S.p.A., holding che ha attività in diversi settori fra cui l’informatico, l’automotive, la biomedica. 

Nata per seguire il settore moda, ha debuttato con Au197Sm, un brand femminile dall’approccio rivoluzionario: applica alla creazione e alla realizzazione della collezione materiali e discipline mai convenzionali, secondo una logica interdisciplinare. Una modalità del tutto condivisa da Paola Emilia Monachesi, anima e direttore artistico del progetto. 

 Il debutto è stato dorato: una collezione caratterizzata da dei tessuti che, attraverso un metodo brevettato, hanno fuso l’oro 24 carati con le fibre preziose. Una soluzione declinabile anche ad altri metalli preziosi come il platino che ha ispirato il nome (Au197 è il simbolo chimico dell’unico isotipo stabile dell’oro) e che ha aperto nuovi orizzonti soprattutto se inserita in una visione d’insieme di totale ricerca. Un nuovo lusso che usa strumenti tecnologici, che sperimenta, che alla macchina per cucire sostituisce gli ultrasuoni. 

 La Belumbury Fashion Group S.r.l. ha sede a Milano, laboratorio creativo e atelier a Roma. 

Stefano Maccagnani-au197sm

STEFANO MACCAGNANI
Più che un imprenditore un inventore 

Stefano Maccagnani è interessato soprattutto al nuovo, a quello che ancora non c’è, a concretizzare un’esigenza, a materializzare un bisogno, a intuire il prodotto che verrà. È il progetto a muoverlo, l’incubazione di un’idea, e poi il suo progressivo svilupparsi, definirsi, fino a diventare qualcosa di realmente concreto. Per farlo, attraversa campi diversi senza pregiudizi, senza preconcetti, guidato dal suo intuito e supportato da un team di persone che condividono da anni lo stesso modo di procedere, lo stesso metodo interdisciplinare. Autorevoli professionisti, ingegneri, informatici, progettisti, che hanno deciso di abbandonare la certezza del consueto, del già fatto, dell’esistente per spingersi oltre il confine usuale che riguardi un prodotto, una tecnologia, un materiale. Non dare mai nulla di scontato e spronare l’immaginazione per poi studiarne la soluzione, insieme, in una dimensione di affiatamento messa a punto dagli anni e dai tanti progetti conclusi in squadra. 

Nato a Torino ma adottato da Roma, inizia qui la sua vita professionale nel campo informatico, finanziario, meccanico, aprendosi anche ad esperienze internazionali, dalla difesa alla meccanica. Nel 2002 concretizza il suo concetto di innovazione interdisciplinare fondando la E.O.S. S.p.A., holding che riunisce una serie di società che operano in settori diversi: meccanico, elettronico, automotive e biomedicale. Fra gli altri, realizza un progetto per la costruzione dell’auto elettrica fino ad arrivare al prototipo e alla messa a punto di una scocca, possibile partenza di vari modelli. A muoverlo, la curiosità intuitiva, l’entusiasmo, la voglia di inventare e l’impegno verso la ricerca orientata allo sviluppo di nuovi business. “Lo stimolo è tanto più forte quando c’è la parte emotiva, nulla spinge di più del fattore umano”. E da qui la collaborazione con l’Università di Camerino, da cui ha ricevuto la laurea ad honorem, con l’Università di Bologna, con il Diae (Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica) de La Sapienza di Roma. 

Nel settore biomedicale uno dei traguardi più ambiziosi raggiunti: l’esoscheletro Phoenix, protesi motorizzate che consentono ai paraplegici di muoversi in autonomia, ma anche di sostenere parti del corpo impegnate in lavori pesanti. E sempre con l’Università di Camerino è partito il progetto Limix, spin-off per affrontare i problemi delle persone audiolese, di cui il primo risultato è un guanto ‘Talking Hands’ che permette, attraverso un sistema sofisticato, di dare voce ai segni. Nel 2016 la sua curiosità – memore di quando era bambino e ogni estate realizzava da sé il suo costume da bagno – coinvolge anche la moda con il lancio del Belumbury Fashion Group a cui faranno capo progetti con la stessa anima rivoluzionaria e con lo stesso approccio inedito. Con il debutto di Au197Sm nasce una nuova signature: l’oro 24 carati e i metalli preziosi vengono fusi con il tessuto, attraverso un brevetto registrato a livello internazionale. Un luxury-tech che supera l’approccio convenzionale e sostituisce la macchina per cucire con gli ultrasuoni, primo capitolo di una nuova storia: la Technology Couture. 

Paola Emilia Monachesi-au197sm

PAOLA EMILIA
MONACHESI

Paola Emilia Monachesi, direttore creativo di Au197Sm, la società che appartiene alla Belumbury Fashion Group, ha in comune con il suo presidente Stefano Maccagnani la stessa voglia di andare ‘oltre’, la stessa allergia per il banale, per il ‘già fatto’ e per il ‘già visto’. 

Forte di un’esperienza solidissima nella moda, si è sempre occupata di prodotto, e della volontà di non autolimitarsi a ruoli prestabiliti, è sempre stata una figura versatile in grado di muoversi tra marketing, creatività e comunicazione. Interdisciplinarità decisamente moderna che le permette ora di avere una visione del tutto inedita. Alle sue spalle gli studi allo Iulm, gli anni formativi con Gianni e Santo Versace, l’esperienza parigina con Marithe et François Girbaud, il tempo da Pucci e la collaborazione con dei brand giapponesi, di fronte la voglia e la consapevolezza di andare ‘oltre’, di tracciare una sorta di post moda che percorresse sentieri diversi e non solo come risultato finale. 

Il debutto è stato esplosivo e ha battezzato la linea: Au197 è il simbolo chimico dell’unico isotopo stabile dell’oro. In pratica la possibilità di creare un tessuto inedito, frutto dell’unione inseparabile dell’oro 24 carati ed eventualmente degli altri metalli preziosi con le fibre. In pratica una stoffa che non esisteva, ad effetti speciali, che ha dato il via ad un nuovo corso: il Luxury high tech. 

Allergica alle definizioni, mossa da un entusiasmo inesauribile e dall’urgenza di una creatività anticonformista, Paola Emilia Monachesi coordina quello che più che un susseguirsi di collezioni è un progetto. Niente schizzi, modelli, disegni, tutto parte dall’invenzione dei materiali, attraverso resine che, combinate in modi diversi, creano effetti e texture diverse. Una sorta di alchimia, un laboratorio fra l’artigianale e il tecnologico, dove un team di giovani sperimenta attraverso nanotecnologie, plastiche biodegradabili, ultrasuoni che uniscono senza cucire, reti, lenti per visori notturni, alluminio, metalli preziosi, polietileni fino ad arrivare al capo finito. 

‘Abbiamo cambiato il processo, non si parte più dalla carta per passare alla modellista e arrivare al prototipo, qui dal nulla esce il capo finito, creiamo la materia e gli diamo stile e forma, secondo passaggi inediti, come uno scultore tecnologico che attinge da risorse diverse informatiche, ingegneristiche, tecnologiche.’ Immergersi nel prodotto a piene mani, con la voglia solo di sperimentare, questa la volontà del laboratorio di Roma, produzione e logistica, una sorta di Advanced Couture dove si taglia, si incolla, si stampa, si inventa, si da forma alle intuizioni, avvalendosi anche di collaborazioni preziose come quella con un ricamificio haute couture di Nuova Delhi. Una creatività insolita che ha, come unica condizione, quella di essere indossabile.